Untitled by Erica Pozza
Il rasoio fa male, il fiume è troppo basso, l’acido è bestiale, la droga dà il collasso, la corda si spezza, la pistola è proibita, il gas puzza, allora viva la vita.
Liza,Ragazze Interrotte (via christie1999love)
DIO PORCO ERANO MESI CHE LA CERCAVO. LA PRIMA CITAZIONE CHE TROVAI QUNDO ANCORA NON ERO ISCRITTO, ECCOLAA.
(via assenzadiemozioni)
cristo quanto amo sto film
(via glinvernidentro)
“viva la vita”
(via seidentroognicanzone)
LARA
(via sanguecomeinchiostro)
Mi sono seduta e ho pianto.
Sulla sponda del fiume Piedra / Paulo Coelho (via nonsentitaabbastanza)
Solo ora, dopo aver pianto, posso essere veramente in linea con me stessa.
(via finoanonsentirepiuipolmoni)
.
(via cla-rus)
L'orgoglio è troppo forte.
Io non ti scrivo ma mi manchi.
Tu non mi chiami.
Ti chiedi cosa sto facendo, di sera, ogni tanto? Ti chiedi se ancora mi fa paura il buio quando devo andare a prendere l'acqua in cucina la notte? Ti chiedi se uso ancora le stesse faccine quando sono incazzata? Ti chiedi mai come sto, che ho di nuovo, se ti penso ancora?
Ho parlato con lei: mi ha detto che sorridi un po’ di più da quando non ci sono.Ma lei che ne sa? Non lo sa vedere se stai bene sul serio o sorridi per finta.
[…]
Io non ti chiamo ma mi manchi.
Ti scrivo qui così, se te lo stessi chiedendo, saprai che ti sto pensando.
per quanta acqua
tu possa dare
ad un fiore morto
esso rimarrà sempre tale.
per quanta acqua
tu possa dare
ad un fiore morto
esso rimarrà sempre tale.
per quanta acqua
tu possa dare
ad un fiore morto
esso rimarrà sempre tale.
Giulietta: “Se ti vedono ti uccidono!”
Romeo: “C’è più pericolo nei tuoi occhi, che in venti delle loro spade.”
Non era una sua scelta e, per quanto combattesse, non riusciva a sconfiggere la sua natura che la spingeva a essere forte e fragile, allegra e malinconica, innocente e perversa, egoista e sensibile.
Tutto contemporaneamente.
Va bene così, e lo dicono con i sorrisi tristi. Antagonisti di noi stessi, ci facciamo male. E’ la natura dell’uomo, ci viene naturale.
Ma ci sono quei dieci minuti nelle mie giornate, quelle mezz’ore in cui non capisco più niente, e non importa quante persone mi vogliano bene in giro per il mondo: sono sola.
Non posso chiamare nessuno, sono come un pesce che ha dimenticato come si sta sott’acqua. Sono in apnea senza la bombola d’ossigeno.
Vado giù e posso tirarmi su solo con le mie forze.
Non è niente, è solo che ho paura.
E la paura è una delle sensazioni più estranianti che abbia mai provato.
